ELON, EXPLAINED
IT
Neuralink / Robot chirurgico (R1 e Rev10)Tutte le guide
Primo piano del robot R1 di NeuralinkFoto: Neuralink

Robot chirurgico (R1 e Rev10)

I robot R1 e Rev10 di Neuralink, che cuciono fili di elettrodi nel cervello umano

R1 è il robot chirurgico di Neuralink, l’azienda di impianti cerebrali di Elon Musk: la macchina che posiziona il suo impianto cerebrale. Il suo compito è l’unica cosa che nessuna mano umana sa fare in modo affidabile, cioè inserire decine di fili flessibili, sottili come un capello e dotati di elettrodi, in un cervello vivo e pulsante, con una precisione che si misura in micron, cioè milionesimi di metro. Lavora in coppia con l’impianto cerebrale N1, e ogni studio di Neuralink dipende da lui.

Che cos’è il robot R1?

R1 è una macchina in tre parti, composta da una testa, un corpo e una base, costruita per inserire i fili con gli elettrodi dell’impianto N1 nella corteccia, lo strato esterno del cervello. I fili hanno uno spessore di appena 4-6 micron, meno di un capello umano, e insieme portano nel tessuto fino a 1.024 elettrodi. Un neurochirurgo apre il cranio e lo richiude, e nel mezzo R1 esegue il delicato inserimento. Neuralink ha mostrato un primo robot chirurgico nel luglio 2019 e ha presentato la macchina riprogettata, diventata poi R1, nell’agosto 2020, accanto a una maialina di nome Gertrude i cui segnali cerebrali suonavano come bip da un altoparlante.

Perché esiste il robot R1

Neuralink, fondata nel 2016 da Elon Musk e da un gruppo di ingegneri e neuroscienziati, si è trovata presto davanti a un problema di ingegneria. I fili che voleva impiantare sono troppo sottili e troppo flessibili per essere posizionati a mano, per quanto abile sia il chirurgo. L’azienda ha concluso che per questo compito l’abilità chirurgica umana aveva un limite preciso, e così ha costruito un robot, l’unico approccio che potesse funzionare.

Come funziona

Il lavoro si divide nettamente tra uomo e macchina. Un neurochirurgo esegue la craniotomia, cioè apre il cranio e la dura madre, la membrana esterna e resistente del cervello, poi fissa il dispositivo e alla fine richiude tutto. Nel mezzo, R1 si occupa della parte di precisione. Usa cinque sistemi di telecamere e la tomografia a coerenza ottica, una tecnica di imaging che vede appena sotto la superficie, insieme a una mappa di pianificazione costruita con la risonanza magnetica (RM) e la tomografia computerizzata (TC) eseguite prima dell’intervento. Guidato da tutti questi dati, il robot manovra un ago in lega di tungsteno e renio, largo circa la metà di un capello, per afferrare, inserire e rilasciare ogni filo evitando i vasi sanguigni in tempo reale.

Il valore economico del robot R1

Il valore di R1 sta nella ripetibilità. Standardizzando il passaggio più difficile, il robot permette di aumentare il numero di interventi e nel tempo dovrebbe ridurre il costo di ogni impianto. R1 è lo strumento su cui si regge l’intero programma clinico di Neuralink, cioè gli studi PRIME, CONVOY e VOICE, e qualsiasi prodotto arrivi dopo. Ogni impianto ha anche un valore software duraturo, perché gran parte delle sue funzioni risiede nel codice, e il dispositivo può quindi migliorare senza un secondo intervento. Neuralink non ha reso noto quanto costino un impianto o un intervento.

64 fili con 16 elettrodi ciascuno danno 1.024 canali in un impianto N1 standard

Il robot R1 oggi

Nel maggio 2023 la Food and Drug Administration (FDA), l’ente statunitense che autorizza farmaci e dispositivi medici, ha approvato lo studio PRIME (Precise Robotically Implanted Brain-Computer Interface, cioè interfaccia cervello-computer impiantata con precisione robotica), che riguarda sia l’impianto N1 sia il robot R1. Nel gennaio 2024 R1 ha eseguito il primo impianto su un essere umano, il paziente tetraplegico Noland Arbaugh. A marzo Arbaugh muoveva già un cursore con il pensiero in diretta streaming, giocando a scacchi e ad altri giochi. Anche dopo che una parte consistente dei suoi fili si era ritirata dal tessuto, Neuralink ha recuperato la maggior parte delle funzioni perse solo con il software, senza un secondo intervento.

Impianti Neuralink totali: 1 a gennaio 2024, 21 a gennaio 2026 e circa 27 da maggio 2026

Neuralink ha contato 3 impianti a gennaio 2025, 12 a settembre 2025 e 21 all’aggiornamento del 28 gennaio 2026. Secondo Neura Pod, a ottobre 2026 le persone con un impianto Neuralink erano 27 o più, tra Stati Uniti, Canada e Regno Unito.

Le prossime tappe

L’aggiornamento dell’estate 2025 di Neuralink ha mostrato, accanto a R1, il robot chirurgico di nuova generazione Rev10, costruito per cicli più rapidi e per arrivare più in profondità. Ad aprile 2026 Neuralink ha detto che il nuovo robot usa 8 telecamere e scanner a tomografia a coerenza ottica per guidare l’ago, e che può far passare i fili attraverso la dura madre invece di rimuoverla. Il 20 maggio 2026, alla University Health Network di Toronto, i chirurghi hanno impiantato Lee Marten, sergente della polizia di Vancouver, inserendo i fili attraverso la dura madre senza aprirla, una prima volta per Neuralink.

Oggi R1 serve più di uno studio. PRIME riguarda il controllo digitale, mentre lo studio CONVOY, avviato nel novembre 2024, estende l’impianto N1 a un braccio robotico fisico e permette di partecipare anche a chi è già nello studio PRIME. Altre due designazioni Breakthrough Device (dispositivo innovativo) della FDA indicano la direzione: Blindsight per restituire la vista, nel settembre 2024, e il recupero della parola nel maggio 2025, diventato lo studio VOICE a ottobre dello stesso anno. Tutti questi usi passano per lo stesso passaggio chirurgico, e quindi dipendono tutti dallo stesso robot.

Il bilancio

R1 trasforma il passaggio più delicato dell’intervento, l’inserimento degli elettrodi in un cervello vivo, in una procedura che i chirurghi di 5 ospedali oggi ripetono. Il suo successore fa già passare i fili attraverso la dura madre, e così elimina un passaggio dall’intervento.

Condividi questa guidaCondividi su X

Cronologia

  • 2016: Elon Musk e un gruppo di ingegneri e neuroscienziati fondano Neuralink.
  • Luglio 2019: Neuralink mostra il suo primo robot chirurgico e i fili flessibili con gli elettrodi.
  • Agosto 2020: Neuralink presenta il robot riprogettato che diventerà R1, accanto a una maialina di nome Gertrude.
  • Maggio 2023: la FDA approva lo studio PRIME, il primo sull’uomo.
  • Gennaio 2024: R1 esegue il primo impianto su un essere umano, Noland Arbaugh.
  • 20 marzo 2024: Neuralink trasmette in diretta Arbaugh che muove un cursore con il pensiero.
  • Novembre 2024: parte lo studio CONVOY, che estende l’impianto a un braccio robotico.
  • Estate 2025: l’aggiornamento estivo di Neuralink mostra Rev10, il robot chirurgico di nuova generazione.
  • Settembre 2025: il totale arriva a 12 impianti sull’uomo.
  • 28 gennaio 2026: l’aggiornamento «Two Years of Telepathy» di Neuralink riporta 21 partecipanti arruolati.
  • Aprile 2026: Neuralink descrive un nuovo robot con 8 telecamere che fa passare i fili attraverso la dura madre.
  • 20 maggio 2026: a Toronto i chirurghi inseriscono i fili attraverso la dura madre senza aprirla, una prima volta per Neuralink.
Fonti (10)
PremiumDa leggere ora · Speciale gratuitoMACROHARD, ExplainedIl piano di Elon Musk per mettere fine all’impero da 3.000 miliardi di dollari di MicrosoftI partecipanti di Telepathy, l’impianto di Neuralink, muovono il cursore di un computer con il pensiero, e MACROHARD è il piano di Elon Musk per un agente di intelligenza artificiale (IA) che usa da solo mouse e tastiera e svolge il lavoro d’ufficio che oggi fanno le persone.Lettura gratuita · 28 grafici originaliLeggi lo speciale
Continua a esplorare
↑ Torna su