- MACROHARD è uno dei quattro team principali di SpaceXAI (l’ex xAI), insieme a Grok Main, Coding e Imagine.
- Il nome è una battuta che ribalta «Micro-soft» (micro e morbido, contro macro e duro), eppure Elon Musk lo ha definito «probabilmente il nostro progetto più importante»: è pensato per emulare in digitale qualsiasi azienda il cui prodotto è digitale.
- La tesi è che dall’80 al 95% del software mondiale funzioni attraverso un’interfaccia visiva, cioè grafica. Un agente di intelligenza artificiale (IA) capace di gestire davvero il desktop dall’inizio alla fine può produrre ciò che produce qualsiasi azienda il cui prodotto è fatto di bit e non di atomi.
Che cos’è MACROHARD?
MACROHARD (chiamato anche «Digital Optimus») è l’iniziativa di SpaceXAI con cui Elon Musk vuole sostituire del tutto il lavoro digitale e gli strumenti digitali usati oggi. In parole semplici, il progetto punta a usare l’IA per automatizzare e sostituire completamente chiunque svolga un lavoro che non richiede fatica fisica. L’obiettivo di lungo periodo è sostituire intere aziende, come Apple, che non producono in proprio.
MACROHARD è uno dei quattro team principali di SpaceXAI (l’ex xAI), insieme a Grok Main, Coding e Imagine.
Sul tetto di un enorme edificio a Memphis, in Tennessee, c’è una parola dipinta a lettere così grandi da leggersi dallo spazio: MACROHARD.

L’edificio sottostante ospita il supercomputer di IA più potente mai costruito. Si chiama Colossus 2 e consuma abbastanza elettricità da alimentare una piccola città americana. All’interno decine di team addestrano un’intelligenza artificiale il cui scopo dichiarato è «l’emulazione digitale completa di intere aziende». Il bersaglio è Microsoft, e più precisamente il suo impero del software da 3.000 miliardi di dollari, che nell’esercizio fiscale 2025 ha incassato circa 281,7 miliardi di dollari vendendo Microsoft Office, la piattaforma cloud Azure, Windows e gli altri prodotti che la maggior parte degli impiegati usa ogni giorno.
Elon Musk accennò all’idea molto prima di qualsiasi annuncio ufficiale. La prima menzione pubblica risale al 2021, in una sola riga su X: «MACROHARD >> Microsoft»:
Accadeva ben prima del 14 aprile 2022, quando presentò la prima offerta per comprare Twitter. All’epoca sembrava una battuta buttata lì ma, come spesso accade, Elon stava anticipando l’idea di un prodotto reale.
Ha reso ufficiale il progetto il 22 agosto 2025, con un annuncio di lavoro che definiva MACROHARD «un nome scherzoso» per «un’azienda di software basata solo sull’IA» capace di «simulare Microsoft interamente con l’IA». Era ancora facile liquidarlo come uno scherzo, ma chi dubita del progetto vedrà presto quanto sono concreti i progressi.
Sei mesi dopo, alla riunione generale di xAI dell’11 febbraio 2026, Elon ha illustrato la portata del progetto:
(Il video qui sotto va avviato al minuto 19:34.)
«Il progetto più importante»: in un’azienda che sviluppa anche Grok, l’IA per la programmazione, Imagine, l’IA per immagini e video, e un piano per data center in orbita, MACROHARD è quello che Elon mette al primo posto. La portata di questa ambizione è la stella polare di tutto questo articolo.
L’11 marzo 2026 Elon ha rivelato che MACROHARD è un progetto congiunto di Tesla e xAI e che il piccolo chip montato su ogni Tesla più recente, chiamato «AI4», contribuirà al lavoro. Il giorno dopo ha aggiunto questo:
Ma questa storia ha ancora decenni di colpi di scena davanti. Il 6 maggio 2026 Elon ha sciolto xAI come società separata. Oggi MACROHARD fa capo a Tesla e a SpaceXAI, la divisione di SpaceX per i prodotti di IA, poco prima dell’offerta pubblica iniziale (IPO) di metà giugno 2026.
Questo articolo spiega che cos’è davvero MACROHARD, perché Elon prende di mira per prima Microsoft, come è progettato il sistema, quando arriverà e perché potrebbe diventare la più grande fonte di ricavi di SpaceX.
Il modulo S-1 che SpaceX ha depositato presso la Securities and Exchange Commission (SEC), l’autorità di vigilanza sulla Borsa statunitense, indica un mercato potenziale complessivo di circa 23.000 miliardi di dollari solo nel software per le imprese, il segmento a cui MACROHARD punta per primo. Ai livelli attuali, l’intera economia mondiale vale circa 115.000 miliardi di dollari.
Un agente MACROHARD dovrebbe svolgere dall’inizio alla fine il lavoro di un impiegato: aprire l’email, leggerla, decidere cosa farne, aprire il foglio di calcolo, aggiornare le celle, creare il grafico, salvare il file, inviare l’email successiva... Lo fa su un computer vero, con la stessa interfaccia di tastiera e mouse che usano oggi le persone. Il cliente non deve installare nessuna integrazione speciale.
Oggi apri Outlook per scrivere un’email, Excel per preparare un budget, Salesforce per aggiornare la scheda di un cliente. Il software non fa il lavoro vero e proprio: il lavoro lo fai tu, usando il software.
Invece di usare app e pagare costosi software aziendali, i clienti vedranno ogni pixel dello schermo generato in tempo reale. Il costo relativamente basso, unito alla capacità di rispondere alle esigenze specifiche di ciascun utente, renderà impossibile la concorrenza per i programmatori umani.
Quasi tutto il software è stato scritto a mano da persone, che hanno collaborato per pianificare le funzioni, progettare l’interfaccia utente (UI, user interface) e scrivere il codice. Dall’altra parte, anche chi usa il software è una persona. L’obiettivo di MACROHARD è togliere del tutto le persone dal processo.
Perché sia anche solo possibile servono quattro cose: un team di livello mondiale, un’enorme potenza di calcolo, una piattaforma di agenti che sappia davvero programmare e un modo per produrre più chip di quanti il mondo intero ne produca oggi. Grazie alle collaborazioni tra Tesla, Intel, Cursor e il resto di SpaceXAI, MACROHARD ha accesso a tutte e quattro allo stesso tempo:
Il team
Il team di MACROHARD unisce talenti di provenienza diversa. A guidare il progetto è Ashok Elluswamy (nella foto qui sotto), che è anche vicepresidente del software di IA di Tesla e ha costruito buona parte dell’Autopilot, il sistema di assistenza alla guida di Tesla.

Ecco la struttura congiunta Tesla-SpaceXAI in pratica. Tesla fornisce il chip e la flotta, SpaceXAI il modello. Il team che esegue gli agenti in ambienti protetti (sandbox) è diviso tra Palo Alto e Londra. (Se ne parla meglio nella sezione «Come funziona MACROHARD».)
La potenza di calcolo di Memphis (Colossus 2)
Colossus 2 è l’edificio di Memphis con la scritta MACROHARD dipinta sul tetto. È entrato in funzione il 17 gennaio 2026. Elon lo ha descritto come il primo cluster di addestramento per l’IA di queste dimensioni al mondo.
Il 23 luglio 2025 Elon ha detto che il primo lotto di 550.000 GB200 e GB300, i chip di IA della generazione Blackwell di NVIDIA, stava entrando in funzione a Colossus 2.
Secondo il prospetto della società, Colossus e Colossus 2 forniscono insieme circa 1,0 gigawatt (GW) di potenza di calcolo. Elon Musk ha detto il 17 gennaio 2026 che Colossus 2 era operativo a un gigawatt, con un potenziamento a 1,5 GW previsto per aprile. Per fare un confronto, un tipico sobborgo americano di 100.000 abitanti consuma circa 50 megawatt: Colossus 2 ne usa decine di volte tanto. Per rendere l’idea, 1,5 GW equivalgono più o meno a 15 miliardi di criceti iperattivi che corrono nelle loro minuscole ruote 24 ore su 24.
Il cluster è diviso in 12 sale dati, ciascuna collegata da 1.363 km (847 miglia) di cavo in fibra ottica.
Ad aprile 2026 Colossus 2 addestra sette modelli di IA diversi allo stesso tempo: un modello per immagini e video chiamato Imagine V2, due modelli intorno ai mille miliardi di parametri, altri due da 1.500 miliardi, uno da 6.000 miliardi e il più grande da 10.000 miliardi di parametri. Un parametro è un singolo numero all’interno dell’IA che viene regolato durante l’addestramento. In genere più parametri significano più capacità.
MACROHARD si addestra su questa infrastruttura. Lo stesso vale per la prossima generazione di Grok e per la prossima generazione di ogni altro modello che SpaceXAI sta costruendo.
La partnership con Cursor
Cursor è lo strumento di programmazione con IA preferito dalla maggior parte degli sviluppatori professionisti. Il 21 aprile 2026 SpaceX e Cursor hanno annunciato una partnership dalle condizioni insolite: SpaceX ha l’opzione di acquisire Cursor per intero a 60 miliardi di dollari più avanti nel 2026, oppure di pagare 10 miliardi di dollari per il solo lavoro della partnership, senza acquisire l’azienda.
Il motivo è semplice: la programmazione con agenti è la capacità più importante di cui MACROHARD ha bisogno. All’agente non basta scrivere codice: deve leggere il codice esistente, capire cosa succede e decidere cosa scrivere dopo. Il prodotto di Cursor è oggi il più avanzato proprio in questo, e i suoi dati di addestramento sono la più grande raccolta conosciuta di esempi reali di programmatori che scrivono codice su larga scala.
Il software di programmazione di Cursor sta confluendo nell’addestramento di MACROHARD. Il 17 maggio 2026 Elon ha scritto che i dati di Cursor venivano aggiunti all’addestramento supplementare e che il rilascio era previsto entro tre o quattro settimane. Questo collocava il prossimo aggiornamento di MACROHARD a metà giugno 2026, lo stesso periodo dell’IPO di SpaceX.
I chip di TERAFAB
Tutto il settore dell’IA è frenato dalla velocità con cui NVIDIA, TSMC, AMD, Micron e poche altre aziende riescono a produrre i chip necessari per l’addestramento. Storicamente la produzione di chip del settore è cresciuta di circa il 20% all’anno, un ritmo insufficiente a tenere il passo con il fabbisogno dell’addestramento dell’IA, che raddoppia.
Il 21 marzo 2026 Tesla e SpaceX hanno annunciato insieme TERAFAB. Il nome dice l’obiettivo: una fab (fabbrica di chip) capace di produrre ogni anno un terawatt, cioè mille miliardi di watt, di potenza di calcolo. Circa l’80% della produzione è destinato ai data center in orbita nello spazio, il 20% all’uso a terra.
Due settimane dopo, il 7 aprile 2026, Intel è entrata nella partnership:
TERAFAB è la soluzione per la fornitura di chip. Il limite di MACROHARD non sono gli algoritmi né i modelli, ma l’elettricità e i chip. Con TERAFAB si punta sull’integrazione verticale nella produzione di chip per risolvere entrambi: abbastanza chip per portare Colossus 2 a un obiettivo di 50 gigawatt di calcolo per l’addestramento entro il 2027, e un’eccedenza sufficiente perché i data center in orbita usino l’energia solare direttamente nello spazio invece di contendersi le reti elettriche sulla Terra.
Perché il nome «Digital Optimus»?
Nel marzo 2026 Elon ha dato al progetto un secondo nome: «Digital Optimus». Optimus è il robot umanoide di Tesla progettato per il lavoro fisico. Digital Optimus ne è la versione software.

Il nome riflette l’idea di orchestrare agenti: Grok dice a Digital Optimus cosa fare. Per spiegare come lavorano insieme, Elon usa un’analogia con il cervello:
Sistema 2: Grok, la parte lenta e ponderata della mente. Ha un modello profondo del mondo e decide cosa deve succedere dopo. Elon paragona Grok anche a una versione molto più avanzata di un navigatore con indicazioni passo passo: legge tutta la mappa e indica ogni mossa, mentre Digital Optimus è il guidatore che esegue quelle mosse sullo schermo in diretta.
Sistema 1: Digital Optimus, la parte veloce e istintiva della mente. Guarda lo schermo del computer come un video in diretta e prende gli ultimi cinque secondi della registrazione dello schermo insieme al flusso continuo di azioni di tastiera e mouse. Risponde di puro riflesso, come il sistema limbico guida i comportamenti automatici senza pensiero cosciente.
È questa divisione a far quadrare i conti. Lo strato economico e istintivo gira di continuo su hardware a basso costo come il chip AI4 di Tesla, mentre lo strato costoso e ponderato resta riservato ai momenti che richiedono davvero giudizio.
Cronologia
24 ottobre 2021: Elon Musk pubblica un tweet: «MACROHARD >> Microsoft» (nota: Elon presentò la prima offerta per comprare Twitter il 14 aprile 2022).
22 agosto 2025: Elon Musk pubblica su X un annuncio di lavoro per «un’azienda di software basata solo sull’IA chiamata MACROHARD». Definisce il nome scherzoso e presenta il progetto come un tentativo di simulare Microsoft interamente con l’IA.
15 settembre 2025: Elon scrive che la scritta MACROHARD viene dipinta sul tetto del supercomputer Colossus 2 a Memphis, con lettere abbastanza grandi da leggersi dallo spazio.
3 ottobre 2025: xAI Careers pubblica un annuncio di lavoro per il team di MACROHARD che esegue gli agenti in sandbox. Il ruolo richiede competenze in Rust, Linux e reti di computer. Il team ha sede a Palo Alto o a Londra.
6 ottobre 2025: Elon commenta direzione e portata di MACROHARD mentre il progetto assume a ritmo sostenuto nelle prime settimane.
12 ottobre 2025: Elon lascia intravedere la vera scala a cui punta MACROHARD: «Il nostro obiettivo è creare un’azienda che possa fare qualsiasi cosa tranne produrre direttamente oggetti fisici, ma che potrà farlo indirettamente, proprio come Apple fa produrre i suoi telefoni ad altre aziende».

7 dicembre 2025: Elon anticipa come MACROHARD si estenderà a tutta l’infrastruttura di IA, in vista della riunione generale di febbraio.
17 gennaio 2026: Colossus 2 entra in funzione. Elon lo descrive come il primo cluster di addestramento per l’IA di queste dimensioni al mondo.
11 febbraio 2026: alla riunione generale di xAI, Elon riorganizza xAI in quattro progetti principali. MACROHARD è uno di questi. Gli altri tre sono Grok (l’IA principale), Coding (l’IA dedicata alla programmazione) e Imagine (l’IA che genera immagini e video).
11 marzo 2026: Elon pubblica l’aggiornamento più importante finora. MACROHARD è «un progetto congiunto di xAI e Tesla, che nasce dall’accordo di investimento di Tesla in xAI». Il sistema girerà su un chip da 650 dollari già montato su ogni Tesla più recente, chiamato AI4. Elon dà al progetto un secondo nome: Digital Optimus.
12 marzo 2026: il giorno dopo Elon aggiunge la frase che definisce il progetto: «Ah, e funziona su tutte le auto dotate di AI4, quindi la tua auto può fare il lavoro d’ufficio per te quando non guidi».
21 marzo 2026: Tesla e SpaceX annunciano insieme TERAFAB, una nuova fabbrica di chip progettata per produrre ogni anno mille miliardi di watt di potenza di calcolo. Circa l’80% della produzione è riservato all’uso nello spazio.
7 aprile 2026: Intel entra in TERAFAB come partner.
8 aprile 2026: Elon scrive che Colossus 2 sta addestrando sette modelli di IA allo stesso tempo. Il più grande ha 10.000 miliardi di parametri, la sessione di addestramento di IA più ambiziosa mai tentata.
21 aprile 2026: SpaceX e Cursor, l’azienda dello strumento di programmazione con IA più usato dai programmatori professionisti, annunciano una partnership. SpaceX ottiene l’opzione di acquisire Cursor per 60 miliardi di dollari più avanti nell’anno, oppure di pagare 10 miliardi di dollari per il solo lavoro della partnership.
6 maggio 2026: Elon scioglie xAI come società separata. MACROHARD, Grok, Coding e Imagine passano tutti sotto SpaceX, con il nuovo nome di SpaceXAI, la divisione dell’azienda per i prodotti di IA.
Perché Elon vuole costruirlo
Microsoft vale 3.000 miliardi di dollari perché vende gli strumenti che usano i lavoratori della conoscenza. Nell’esercizio fiscale 2025 Microsoft ha registrato ricavi per circa 281,7 miliardi di dollari, da tre segmenti principali: Productivity and Business Processes per circa 120,8 miliardi di dollari (Office, LinkedIn, Dynamics), Intelligent Cloud per circa 106,3 miliardi (Azure, prodotti per server) e More Personal Computing per circa 54,6 miliardi (Windows, dispositivi, videogiochi, ricerca). I pilastri semplificati Office, Azure e Windows mostrati prima sono le principali fonti di ricavo all’interno di questi tre segmenti più ampi.
Se l’IA può usare direttamente il software, tutti quei ricavi diventano contendibili. L’annuncio di Elon del 22 agosto 2025 esponeva la logica in modo lineare: «visto che le aziende di software come Microsoft non producono in proprio alcun hardware fisico, dovrebbe essere possibile simularle interamente con l’IA».
Guardando il quadro generale, la storia dell’industria tecnologica è una serie di momenti in cui una piattaforma ne ha superata un’altra. I mainframe IBM dominarono l’informatica aziendale dagli anni Sessanta agli anni Settanta. Microsoft e il PC superarono IBM all’inizio degli anni Ottanta. Google e il web ridimensionarono il peso di Microsoft nel modo di trovare le informazioni a partire dalla fine degli anni Novanta. Apple e il mobile ridefinirono di nuovo l’informatica personale dal 2007. Amazon Web Services (AWS) e il cloud ridefinirono di nuovo l’informatica aziendale dal 2010.
Ognuno di questi passaggi ha reso meno rilevante il prodotto leader della categoria precedente, e ogni vincitore ha conquistato tra il 60 e l’80% dei profitti della nuova categoria nel giro di un decennio.
MACROHARD punta sull’idea che l’era degli agenti di IA sia il prossimo di questi cicli. Gli anni Dieci sono stati l’era del cloud. Gli anni Venti stanno diventando l’era degli assistenti di IA. Gli anni Trenta dovrebbero diventare l’era degli agenti di IA. L’azienda che conquisterà lo strato degli agenti di IA dovrebbe prendersi tra il 60 e l’80% della nuova categoria.
All’inizio MACROHARD si concentra sulla creazione di software aziendale su misura con l’IA, ma presto dovremmo aspettarci la sostituzione completa di intere aziende. Microsoft, ServiceNow, Oracle, Salesforce e le altre che hanno costruito il proprio business spostando cose su uno schermo stanno per essere stravolte.
Ma c’è un altro motivo per cui Elon sta aprendo la strada con questo progetto. La missione multiplanetaria ha bisogno di un motore economico di dimensioni storiche. I ricavi dei servizi di lancio sono reali ma non enormi. Starlink è enorme, ma sta ancora crescendo nel suo mercato e da sola non basta a finanziare le aspirazioni di lungo periodo di SpaceX. MACROHARD punta alla più grande categoria di software della Terra e, alla fine, a inventarne una nuova che sostituisca del tutto la vecchia. Se funziona, finanzia i prossimi 25 anni di SpaceX.
E poi c’è una sola persona al mondo capace di spingere un team a lavorare così in fretta:
Come funziona MACROHARD
Per arrivare davvero all’«emulazione digitale completa», MACROHARD deve risolvere tre problemi: 1. usare il software, 2. fare il lavoro e 3. imparare dalle proprie esecuzioni.
Usare il software: è di questo che parlava l’annuncio di lavoro dell’ottobre 2025. Il team assunto da xAI doveva conoscere Rust, Linux e le reti di computer. Rust è un linguaggio di programmazione usato per creare applicazioni sicure e veloci. Linux è il sistema operativo su cui gira la maggior parte dei server. Le reti di computer sono le tubature di internet.
Questo team sta costruendo una sandbox, un software che fa da intermediario tra il modello di IA e il sistema operativo reale. Quando l’IA decide di cliccare un pulsante, la sandbox osserva il clic, decide se consentirlo e poi lo esegue su un computer reale. Lo stesso vale per digitare, spostare file, aprire browser e richiamare altri software.
La sandbox rende possibile l’«emulazione digitale completa» senza che il cliente debba fare nulla. L’agente MACROHARD non ha bisogno di un accesso speciale a Office, a Salesforce o a qualsiasi altro software aziendale: usa quegli strumenti come li usa una persona, cliccando, digitando e scorrendo.
Fare il lavoro: la maggior parte di ciò che un lavoratore della conoscenza produce ogni giorno è codice, documenti, fogli di calcolo, email e report. La capacità di programmare di MACROHARD ha la stessa origine del resto dell’IA di SpaceXAI: un insieme di reti neurali addestrate su enormi quantità di testo e codice.
Ad aprile 2026 SpaceXAI ha stretto una partnership con Cursor, lo strumento di programmazione con IA più usato dai programmatori professionisti. Gli agenti di programmazione di Cursor e i suoi dati di addestramento esistenti sono entrati a far parte di MACROHARD. A maggio 2026 Elon ha scritto che i dati di Cursor venivano aggiunti all’addestramento supplementare, con un rilascio previsto entro tre o quattro settimane. Il prossimo grande aggiornamento cadeva così proprio nel periodo dell’IPO di SpaceX, a giugno 2026.
Imparare dalle proprie esecuzioni: è l’«auto-miglioramento ricorsivo» di cui parla spesso chi lavora con l’IA. Il codice della prossima generazione di MACROHARD viene scritto sempre più dalla generazione precedente di MACROHARD, e il sistema migliora a ogni giro.
È a questo ciclo che si riferiva Elon nella chiusura della riunione generale, quando ha detto:
Ma la strada verso la prosperità non sarà una linea retta, ed è giusto riconoscere anche le parti più difficili del problema. L’agente deve ricordare cosa sta facendo nelle attività lunghe. Deve gestire gli errori senza bloccarsi. Non può inventare fatti (le cosiddette allucinazioni) su cui poi si agisce come se fossero veri. Deve rispettare le regole che un’azienda reale deve seguire, come le leggi sulla privacy e gli obblighi di revisione. Nessuno di questi problemi è del tutto risolto oggi. L’articolo ci torna nella sezione «Gli scettici».
Come la flotta Tesla diventa un data center
Nel marzo 2026, quando Elon ha scritto che MACROHARD è «un progetto congiunto di xAI e Tesla», ha aggiunto qualche dettaglio su come funzionerebbe lo strato di inferenza.
Tutto sta nella separazione tra l’addestramento e l’esecuzione dell’agente. Il modello viene addestrato sui chip NVIDIA di Colossus 2, ma il lavoro quotidiano di esecuzione dell’agente, chiamato inferenza, avviene su un chip molto più piccolo ed economico: il chip AI4 di Tesla. Elon lo ha descritto così:
Il giorno dopo Elon ha aggiunto:
Per capire perché conta, basta pensare a dove fanno girare il software oggi tutte le altre aziende di agenti di IA. Anthropic fa girare Claude nei propri data center. OpenAI fa girare ChatGPT nei data center Azure di Microsoft. Google fa girare Gemini sui pod di TPU (Tensor Processing Unit, i chip di IA di Google). Salesforce fa girare Agentforce sul proprio cloud. Ognuna è limitata da quanti data center può permettersi di costruire e da quanta elettricità quei data center possono prelevare dalla rete.
MACROHARD ha un’opzione del tutto diversa. Sulle strade ci sono già milioni di Tesla recenti, ognuna con un chip AI4 a bordo, quasi sempre collegata alla corrente, parcheggiata e inutilizzata per la maggior parte delle 24 ore. È una rete di calcolo distribuita già installata, già pagata e già alimentata. Il chip AI4 costa a Tesla 650 dollari e Tesla ha già sostenuto quel costo quando ha venduto il veicolo.
Se gli agenti MACROHARD possono fare inferenza su quella flotta, la struttura dei costi degli agenti di IA cambia alla radice. Tutte le altre aziende devono pagare per costruire nuovi data center. MACROHARD eredita un data center distribuito già costruito, parcheggiato nei vialetti di tutto il paese.
Gli altri concorrenti: chi altro ci prova
MACROHARD non è l’unica azienda che cerca di costruire software ad agenti con l’IA: il campo è affollato. Ecco a che punto sono i principali concorrenti a metà 2026, in ordine di ciò che sanno fare oggi.
Salesforce: Agentforce. Salesforce ha lanciato la piattaforma Agentforce alla fine del 2024 e l’ha ampliata fino al 2026. Fa il miglior lavoro del settore nella gestione delle relazioni con i clienti (CRM, customer relationship management): recupera le schede dei clienti, gestisce campagne, genera report. È vincolata all’insieme di prodotti di Salesforce.
Microsoft: Copilot. Copilot di Microsoft è integrato in Office, Windows e GitHub. È pensato per assistere le persone alla tastiera, non per sostituirle.
OpenAI: Operator e Agents. OpenAI ha lanciato Operator nel gennaio 2025 e lo ha integrato in un prodotto Agent più ampio nel luglio 2025. Operator lavora dentro un browser: compila moduli, fa ordini e svolge semplici attività in più passaggi. Non gestisce ancora app desktop complesse né flussi di lavoro tra più app, e sulle azioni delicate richiede che subentri una persona.
Google: Gemini Spark e Project Mariner. Google ha annunciato Gemini Spark alla conferenza I/O 2026. La promessa è un agente di IA personale attivo 24 ore su 24, capace di svolgere attività ricorrenti e imparare nuove competenze. Come Operator, vive soprattutto nel browser e nelle app di Google.
Anthropic: Claude computer use. Anthropic, l’azienda che sviluppa l’IA Claude, ha lanciato alla fine del 2024 uno strumento chiamato «computer use» e lo ha portato in produzione nel corso del 2025. Permette a Claude di fare screenshot dello schermo, muovere il mouse, digitare sulla tastiera e scorrere. È oggi la cosa più vicina alla visione di MACROHARD. Anthropic descrive lo strumento come sperimentale e soggetto a errori sulle schermate complesse.
I progetti open source, poi, sono utili agli sviluppatori che costruiscono i propri agenti, ma non sono ancora pronti per il lavoro d’ufficio generico in produzione. Questo grafico mostra in modo generale come si confrontano gli agenti di IA.
Ognuno di questi prodotti contiene uno o più pezzi di ciò che MACROHARD cerca di costruire, ma nessuno ha il quadro completo. Nessuno fa un’emulazione autonoma, di lunga durata e tra più applicazioni, di tutto il lavoro software di un’azienda.
Il 6 maggio 2026, lo stesso giorno in cui xAI è stata assorbita da SpaceX, l’azienda ha annunciato anche un accordo con Anthropic. Oggi Anthropic compra accesso a Colossus 1 per i suoi prodotti Claude Pro e Claude Max, e si è detta interessata a collaborare su una capacità di calcolo per l’IA in orbita da diversi gigawatt.
È un altro esempio della dinamica competitiva atipica dell’IA di oggi: un concorrente diretto nello strato degli agenti (Claude di Anthropic) paga SpaceXAI per lo strato di calcolo sottostante. L’accordo non rende Anthropic meno concorrente, ma significa che l’infrastruttura di calcolo di SpaceXAI genera ricavi da uno dei laboratori di ricerca sugli agenti più forti del settore.
Dopo questo accordo, il 5 giugno 2026 SpaceXAI ne ha firmato un altro con Google. Google paga 920 milioni di dollari al mese per noleggiare potenza di calcolo per l’IA e ottiene accesso a circa 110.000 unità di elaborazione grafica (GPU) NVIDIA, oltre a processori (CPU), memoria e hardware collegato.
Resta da capire quando arriverà davvero MACROHARD. Questa è la tabella di marcia prevista:
Breve termine (giugno 2026). Il post di Elon del 17 maggio 2026 diceva che la prossima grande versione di Grok sarebbe arrivata entro tre o quattro settimane, con i dati di Cursor inseriti nell’addestramento supplementare di MACROHARD. Questo colloca il rilascio a metà giugno 2026, lo stesso periodo dell’IPO di SpaceX, e non per caso: SpaceX lancia il suo più grande prodotto di IA nella stessa settimana in cui gli investitori potranno comprarne le azioni per la prima volta.
Medio termine (dal 2026 al 2027). Colossus 2 continua a crescere verso una potenza di diversi gigawatt. Proseguono in Texas i lavori di TERAFAB, vicino alla Texas A&M University. Parte la prima distribuzione dell’inferenza sulla flotta dotata di AI4. I primi progetti pilota aziendali di MACROHARD arrivano ai clienti paganti.
Lungo termine (dal 2027 in poi). Qui MACROHARD si collega alla tesi multiplanetaria.
Negli ultimi 20 anni il costo dei servizi software è sceso in modo esponenziale. Il costo di un token di IA, che corrisponde più o meno al costo di un piccolo pezzo di lavoro mentale, è calato di circa 280 volte dalla fine del 2022. Alla fine del 2025 svolgere lo stesso compito costava circa un terzo dell’1% rispetto a tre anni prima.
Se le tendenze continuano, il costo dell’inferenza dovrebbe scendere di un altro 90% nei prossimi quattro anni. È la stessa curva che SpaceX ha prodotto nei servizi di lancio: portare un chilogrammo in orbita costava 15.600 dollari nel 2008, meno di 1.000 dollari con il Falcon 9, e si avvia a costare meno di 100 dollari con Starship. È la stessa curva dei costi che si compone nel tempo, applicata a un altro settore.
Non è affatto una coincidenza. La prima volta, il costo per portare massa in orbita è sceso abbastanza da rendere sostenibili le infrastrutture orbitali. La seconda volta, il costo del lavoro della conoscenza scende abbastanza da rendere sostenibile l’emulazione completa di un’azienda. Queste due curve composte sono le fondamenta del futuro di abbondanza sostenibile.
Alla riunione generale del febbraio 2026 Elon ha chiuso descrivendo gli obiettivi di lungo periodo: data center in orbita (costruiti sfruttando la capacità di carico di Starship), poi mass driver sulla Luna (enormi cannoni elettromagnetici che sparano blocchi di metallo nello spazio a una minima frazione del costo di un lancio) e infine infrastrutture per catturare una parte maggiore dell’energia totale emessa dal Sole. È ciò che gli scienziati chiamano scala di Kardashev: una civiltà di tipo 1 usa tutta l’energia del suo pianeta, una di tipo 2 tutta l’energia della sua stella (il Sole), una di tipo 3 tutta l’energia della galassia. Nella visione di Elon, SpaceX passa dal tipo 0 al tipo 2 nel giro di poche generazioni.
MACROHARD è il carburante che finanzia ogni passo necessario per salire lungo la scala di Kardashev.
Come posizionarsi
I primi a sentire gli effetti di MACROHARD saranno i lavoratori della conoscenza. Ecco i mestieri più esposti al tipo di sistema ad agenti che MACROHARD sta costruendo, espressi come quota dell’occupazione negli Stati Uniti e quota delle mansioni di ciascun lavoro che un sistema ad agenti sa già svolgere oggi:
I dati vengono dagli studi del 2025 di Goldman Sachs e McKinsey sull’esposizione all’automazione. La «quota automatizzabile» di ogni categoria rappresenta ciò che sanno fare gli attuali sistemi ad agenti, non l’obiettivo dichiarato di MACROHARD, che è spingere molto più in alto ciascuna di quelle percentuali, sull’intero elenco delle mansioni.
L’atteggiamento pratico, oggi, è usare gli agenti di IA per integrare le proprie competenze. I lavoratori della conoscenza che se la caveranno meglio nei prossimi cinque anni saranno quelli che avranno imparato prima degli altri a gestire e correggere ciò che produce l’IA.
Per i piccoli investitori la strada per possedere una quota di MACROHARD è l’IPO di SpaceX. Secondo le indiscrezioni, SpaceX riserverà fino al 30% delle azioni agli investitori retail, una quota insolitamente alta. ETrade guida il collocamento retail, con la partecipazione di Robinhood, Fidelity, SoFi, Charles Schwab e Public.com.
Gli scettici
Le ragioni a favore di MACROHARD sono concrete e, proprio perché nulla di simile è mai stato tentato su questa scala, il progetto attira scettici. L’articolo non farebbe il suo lavoro se ignorasse gli argomenti più forti di chi lo mette in dubbio. Ecco cinque posizioni scettiche:
La critica «le demo non si generalizzano»: gli scettici dicono che le demo potrebbero non tradursi direttamente nei veri flussi di lavoro aziendali, perché il software aziendale ha visto molti prodotti brillare nelle demo e richiedere più lavoro in produzione. Costruire un agente capace di gestire la vera chiusura mensile di un team finanziario, o la vera revisione dei contratti di un ufficio legale, è più difficile di quanto le demo lascino pensare.
Il fossato distributivo di Microsoft: Microsoft ha 30 anni di vantaggio nella distribuzione presso le aziende. Gran parte delle grandi imprese ha centinaia di certificazioni di conformità, contratti pluriennali e team informatici che conoscono già i prodotti Microsoft e ci si trovano bene. Sostituire tutto questo richiede impegno, e il cambio di fornitore da parte dei clienti è la fase più lenta di ogni transizione tecnologica.
L’argomento del ritmo della concorrenza: alcuni sostengono che OpenAI, Anthropic e Google rilascino più in fretta di SpaceXAI, abbiano più dati etichettati su cui addestrarsi e protezioni di sicurezza più mature. Dicono che gli obiettivi di MACROHARD dipendono dall’intelligenza artificiale generale, quindi se l’intelligenza artificiale generale non arriva nei tempi previsti, non arriva nemmeno MACROHARD.
L’argomento del lavoro e della politica: presentare il progetto come uno scossone per il mercato del lavoro è cattiva politica. La risposta politica più facile a un’IA che elimina il lavoro della conoscenza è la regolamentazione. Nel breve periodo, la storia delle nuove tecnologie alle prese con sindacati e opposizione politica non è lusinghiera per la tecnologia.
Il premio di esecuzione di Elon: la valutazione di MACROHARD include una parte consistente di «premio Elon», cioè la convinzione del mercato che qualsiasi cosa tenti Elon alla fine funzionerà. Il premio è stato giustificato dalla storia di SpaceX, e alcuni scettici guardano ancora alle tempistiche dei singoli obiettivi di Tesla.
Le implicazioni
Il quadro generale può essere difficile da afferrare, perché MACROHARD rompe del tutto lo schema di ciò che quasi tutti noi ritenevamo possibile appena 5 anni fa.
Da due generazioni il lavoro della conoscenza è la categoria di lavoro umano di maggior valore. Un medico, un avvocato, un programmatore, un analista finanziario, un esperto di marketing, un designer: ognuno di questi mestieri è sempre stato valorizzato perché richiede di usare la mente.
Se MACROHARD avrà il successo che si aspettano, il costo per produrre grafici, report, file e così via scenderà quasi al costo del calcolo che fa girare gli agenti. E non solo il costo crolla: anche la qualità migliorerà in modo enorme. MACROHARD avrà l’equivalente di agenti di livello mondiale, anzi stratosferico, in ogni campo. Il valore economico del lavoro digitale viene così stravolto e si sposta in tre direzioni: le aziende che possiedono lo strato di calcolo (SpaceX, i fornitori di cloud), le persone che possiedono e gestiscono gli agenti (il nuovo ruolo) e chi svolge lavori che gli agenti non sanno ancora fare, cioè soprattutto lavoro fisico, lavoro che richiede molto giudizio e lavoro che richiede profondi rapporti umani.
Cose che prima richiedevano un anno di lavoro a dieci lavoratori della conoscenza (o a diecimila) diventano realizzabili da una sola persona in una settimana.
Nel lungo periodo la storia resta quella multiplanetaria. MACROHARD e gli altri prodotti di SpaceXAI apriranno un’era di prosperità che genererà abbastanza capitale per costruire data center in orbita. I data center in orbita genereranno abbastanza capitale per costruire mass driver sulla Luna. Dopo di che diventerà possibile catturare l’energia del Sole e avanzare verso una civiltà di tipo 2 sulla scala di Kardashev.
L’infrastruttura è reale. Colossus 2 è in funzione. La flotta di milioni di Tesla con AI4 è su strada. TERAFAB è in costruzione. Il software di programmazione di Cursor fa ormai parte dell’addestramento di MACROHARD.
MACROHARD, quello che potrebbe diventare il progetto più redditizio di tutti i tempi, è nato come una semplice battuta. Ma con l’IPO di SpaceX che aiuta a finanziare tutte queste nuove iniziative, Elon e il team accelerano più in fretta che umanamente possibile. Stiamo avanzando verso un futuro di abbondanza sostenibile e prosperità, grazie all’Optimus fisico e a Digital Optimus. La scelta è nostra: rendiamo grande il futuro.
Grazie a Maggie per aver sponsorizzato questo articolo.
Fonti
- SpaceX. Form S-1 Registration Statement. SEC EDGAR, depositato il 20 maggio 2026
- ARK Invest. ARK Disrupt Newsletter, numero 502. 16 marzo 2026
- Microsoft Corporation. Form 10-K per l’esercizio 2025. SEC EDGAR, depositato a luglio 2025
- xAI (canale ufficiale). Video della riunione generale di xAI. 11 febbraio 2026
- SpaceX. Annuncio della partnership con Cursor. 21 aprile 2026
- Cursor. Partnership con SpaceX. 21 aprile 2026
- SpaceX. Annuncio congiunto di TERAFAB (con Tesla e Intel). Marzo e aprile 2026
- Goldman Sachs Research. Modelli di esposizione all’automazione con IA. Agosto 2025
- McKinsey Global Institute. Analisi sulla produttività dell’IA generativa. Aggiornamenti 2025
- Epoch AI. Stime della potenza di calcolo e dei costi di addestramento. In corso, 2025-2026
- Anthropic. Documentazione di Computer Use. 2024-2026
- OpenAI. Introducing Operator. 23 gennaio 2025
- Google, Salesforce, Microsoft. Documentazione sulle capacità degli agenti di IA. 2025-2026
- U.S. Energy Information Administration. Parametri di riferimento sulla produzione di elettricità. 2025
- Post di Elon Musk su X (URL citati nel testo dell’articolo)
- Trascrizione della riunione generale di xAI (11 febbraio 2026) e trascrizione della diretta di Grok 4
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Leggi anche il mio altro articolo sull’IPO di SpaceX: elonexplained.com/premium/spacex/ipo/
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L’autore può possedere azioni di SpaceX e/o delle altre aziende di Elon. Questo articolo ha scopo esclusivamente educativo e di intrattenimento e non costituisce una consulenza sugli investimenti.