L’«idiot index» (indice dell’idiota) di Elon Musk è un solo numero: il costo totale di un componente finito diviso per il costo delle materie prime che contiene. Un componente che costa 1.000 dollari ma è fatto con 100 dollari di alluminio ha un idiot index di 10. Più alto è il numero, più il prezzo dipende da qualcosa di diverso dal metallo, dalla plastica o dalla fibra di carbonio: di solito un progetto troppo complicato, un processo troppo lento o il ricarico di un fornitore. Come dice Elon Musk, se il rapporto è alto, sei un idiota.
Che cos’è l’idiot index?
L’indice confronta due prezzi: quanto costa un componente finito e quanto costano le sue materie prime ai prezzi di mercato. Il risultato mostra quale parte del prezzo è materiale e quale è tutto il resto: lavorazione, assemblaggio, costi generali e ricarico del fornitore. Un valore basso significa che il componente è vicino al limite minimo fissato dalla fisica e dalla chimica. Un valore alto sfida l’ingegnere a spiegare perché il prezzo sia così lontano da quello del metallo.
Perché conta per Elon Musk
L’idea è nata dai razzi. Dopo i viaggi in Russia del 2001 e del 2002, dove i venditori gli chiesero per dei missili ricondizionati prezzi che giudicò assurdi, Elon Musk cominciò a calcolare il prezzo di un razzo dal basso: alluminio, titanio, rame, fibra di carbonio e carburante. Nel 2012 disse a Wired che le materie prime valevano circa il 2% del prezzo tipico di un razzo. Un rapporto così alto significava che il prezzo dipendeva dal modo in cui i razzi venivano costruiti, e quella conclusione diventò la logica fondante di SpaceX nel marzo 2002. In seguito portò lo stesso numero in Tesla.
Come funziona in pratica
Un rapporto alto lascia poche risposte: riprogettare il componente per renderlo più semplice, cambiare il processo per produrlo a costi minori, oppure costruirlo internamente invece di comprarlo. Agli inizi SpaceX fece così con una valvola che un fornitore aveva quotato 250.000 dollari. Elon Musk giudicò il prezzo assurdo rispetto ai materiali e disse al team di costruirla, e nel giro di pochi mesi SpaceX la produceva internamente per una frazione del prezzo. Isaacson scrive che Elon Musk faceva seguire ai team finanziari di SpaceX e Tesla l’idiot index componente per componente, così i casi peggiori emergevano prima che qualcuno potesse difenderli.
I numeri
Con le materie prime a circa il 2% del prezzo, un razzo aveva un idiot index di circa 50. Il numero serve anche a fissare obiettivi. Secondo il racconto di Walter Isaacson, SpaceX si propose di ridurre il costo di ogni motore Raptor da 2 milioni di dollari a 200.000 entro 12 mesi, ed Elon Musk incalzò un analista finanziario su quali componenti del Raptor avessero l’idiot index migliore e peggiore. I componenti con il divario più ampio tra prezzo e materiali sono quelli in cui una riprogettazione rende di più.
L’idiot index oggi
Il numero decide ancora cosa producono e cosa comprano le aziende di Elon Musk. In Tesla si vede nelle grandi fusioni di alluminio che sostituiscono decine di parti stampate e saldate, e nella cella 4680 che Tesla ha progettato e produce sulle proprie linee. In SpaceX sta dietro ai razzi riutilizzabili e ai motori costruiti internamente. In entrambe le aziende l’indice funziona come un linguaggio comune: un ingegnere può difendere un componente con il suo rapporto, e un manager può contestarlo allo stesso modo.
Le prossime tappe
Mentre Tesla punta a veicoli più economici e SpaceX abbassa i costi di Starship e del Raptor, l’indice continua a indicare il prossimo obiettivo: il componente il cui prezzo è più lontano dal costo dei materiali. La frontiera più difficile è applicare la stessa disciplina ai processi e al software, dove la materia prima si vede meno. La domanda resta la stessa: quanto il costo supera ciò di cui la cosa è fatta, e perché.
Il bilancio
L’idiot index è un test a numero unico per lo spreco: costo finito diviso costo dei materiali. Elon Musk lo ha usato per decidere cosa SpaceX e Tesla costruiscono internamente, dalle prime valvole di SpaceX al motore Raptor.
Cronologia
- Ottobre 2001: Elon Musk va in Russia per informarsi sul prezzo di missili ricondizionati, li trova troppo cari e comincia a calcolare il costo dei razzi partendo dalle materie prime.
- Febbraio 2002: un secondo viaggio in Russia non va a buon fine, ed Elon Musk calcola che le materie prime di un razzo sono una piccola frazione del suo prezzo di vendita.
- Marzo 2002: nasce SpaceX, per costruire razzi internamente e ridurre il divario tra materiali e costo finito.
- 2003: SpaceX costruisce internamente, a un costo molto inferiore, una valvola che un fornitore aveva quotato 250.000 dollari, una delle prime decisioni guidate dall’idiot index.
- Ottobre 2012: Elon Musk dice a Wired che le materie prime di un razzo costano circa il 2% del suo prezzo tipico.
- Settembre 2023: la biografia di Walter Isaacson documenta l’idiot index in SpaceX e Tesla, compresa la revisione dei costi del motore Raptor.