Le aziende di Elon Musk producono in casa le parti difficili dei loro prodotti invece di comprarle dai fornitori, una strategia che le scuole di economia chiamano integrazione verticale. Per SpaceX significa costruire i propri motori a razzo e la propria avionica. Per Tesla significa progettare i propri chip per la guida autonoma e le proprie celle per batterie e fondere le scocche delle auto su presse giganti. Possedere il componente significa decidere quanto in fretta può cambiare e quanto costa.
Che cos’è l’integrazione verticale?
La maggior parte delle case automobilistiche compra chip, celle per batterie e altri componenti importanti da fornitori specializzati, e le aziende di lancio più vecchie comprano i motori, poi assemblano i pezzi. Un’azienda integrata verticalmente porta in casa i componenti decisivi. All’inizio è più difficile e più costoso, perché l’azienda deve costruire la fabbrica e imparare il mestiere da zero. In cambio ottiene il controllo: nessun fornitore decide il prezzo, i tempi o il ritmo dei miglioramenti.
Perché conta per Elon Musk
SpaceX ci è arrivata per necessità fin dall’inizio. Nel 2001 e nel 2002 Elon Musk cercò di comprare missili ricondizionati in Russia e tornò a casa senza un accordo, scoraggiato dai prezzi. SpaceX assunse invece degli ingegneri e costruì i propri razzi. L’abitudine nata da quei viaggi ha un nome, l’idiot index (indice dell’idiota): il costo di un pezzo finito diviso per il costo delle sue materie prime, che indica quali parti conviene produrre in casa.
Come funziona in pratica
In SpaceX il caso più chiaro è il motore. SpaceX progetta il Raptor nei propri stabilimenti, all’inizio ha stampato in 3D le turbopompe e gli iniettori, e fonde i collettori con superleghe sviluppate in casa. Poiché il motore appartiene a SpaceX dall’inizio alla fine, la squadra può modificare un progetto e accendere la nuova versione al banco prova secondo i propri tempi.
Tesla applica lo stesso ragionamento alle auto. Progetta il proprio computer per la guida autonoma, mentre i chip li producono Samsung e Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC). Tesla compra la maggior parte delle celle per batterie da Panasonic, LG Energy Solution e Contemporary Amperex Technology (CATL), e ha progettato la cella 4680, più grande, che produce sulle proprie linee in Texas e in California. Invece di saldare il sottoscocca posteriore partendo da decine di pezzi stampati, fonde l’intera sezione in un unico pezzo su una pressa gigante.
Cosa dicono i dati
Quando Tesla ha presentato il suo computer per la guida autonoma all’Autonomy Day di aprile 2019, ha indicato un’elaborazione di 2.300 immagini al secondo contro le 110 dell’hardware acquistato che sostituiva, circa 21 volte più veloce.
La storia della pressofusione è una storia di eliminazione. Un sottoscocca posteriore che prima si assemblava da circa 70 pezzi separati, stampati e saldati, è diventato un unico getto di alluminio, che secondo Tesla ha ridotto il costo di produzione di quella sezione di circa il 40 per cento. Al Battery Day di settembre 2020 Tesla ha detto che getti anteriori e posteriori uniti da una batteria strutturale avrebbero eliminato dall’auto altre centinaia di pezzi.
SpaceX mostra lo stesso schema su un intero razzo. Produce da sé motori, avionica e strutture e costruisce in casa la maggior parte di ogni razzo, mentre la norma del settore dei lanci è comprare i componenti principali e assemblarli.
L’integrazione verticale oggi
Il principio attraversa tutte le aziende di Elon Musk. SpaceX costruisce i satelliti Starlink che lancia insieme ai razzi che li trasportano, e Tesla addestra il suo software di guida su computer di sua proprietà. Ovunque un fornitore controlli il prezzo o il ritmo di un componente importante, le aziende hanno imparato a produrlo da sé.
Le prossime tappe
La prossima frontiera è il chip. Il 21 marzo 2026 Elon Musk ha presentato TERAFAB, una fabbrica di chip che Tesla e SpaceX costruiranno insieme per produrre processori di intelligenza artificiale (IA) con un processo a 2 nanometri, invece di affidarsi a produttori di chip esterni. La stessa logica arriva ora al software: MACROHARD, un progetto congiunto di Tesla e SpaceXSI (SpaceX Super Intelligence, la divisione di IA di SpaceX) per gestire un’azienda di software con agenti di IA, è pensato per funzionare sui chip AI4 delle auto Tesla e sui supercomputer Colossus di SpaceXSI. L’obiettivo è possedere qualsiasi componente sia troppo costoso, troppo lento o troppo importante per lasciarlo in mani altrui.
Il bilancio
L’integrazione verticale costa di più all’inizio e chiede a un’azienda di padroneggiare lavori che i concorrenti comprano. Per un razzo riutilizzabile e un’auto elettrica più economica, le aziende di Elon Musk hanno deciso che possedere il motore, il chip e la pressofusione valeva quel costo, e nel 2026 hanno esteso la scommessa a una fabbrica di chip tutta loro.
Cronologia
- 2002: Elon Musk fonda SpaceX per progettare e costruire razzi in casa, dopo che i venditori russi non offrono un prezzo che lui accetti.
- 28 settembre 2008: il Falcon 1, spinto dal motore Merlin di SpaceX, raggiunge l’orbita.
- Settembre 2016: SpaceX accende per la prima volta al banco il motore Raptor.
- 22 aprile 2019: all’Autonomy Day Tesla mostra il proprio computer Full Self-Driving (FSD), che sostituisce l’hardware acquistato usato in precedenza.
- 22 settembre 2020: al Battery Day Tesla presenta la cella 4680 e le scocche pressofuse in un unico pezzo.
- 21 marzo 2026: Elon Musk presenta TERAFAB, una fabbrica di chip che Tesla e SpaceX intendono costruire insieme.
Fonti (7)
- Tesla: AI and Autonomy
- Tesla: assemblea annuale 2020 e Battery Day (22 settembre 2020)
- InsideEVs: Tesla festeggia la cinquantamilionesima cella di tipo 4680 (giugno 2024)
- Wikipedia: SpaceX Raptor
- SpaceX: pagina del veicolo Starship
- Tom’s Hardware: Elon Musk avvia ufficialmente il progetto di chip TERAFAB (marzo 2026)
- Simon & Schuster: Walter Isaacson, «Elon Musk» (2023)